Scritto da Davide Scala
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07 Marzo 2010
Filastrocca impertinente
Gianni Rodari
Filastrocca impertinente,
chi sta zitto non dice niente;
chi sta fermo non cammina;
chi va lontano non s’avvicina;
chi si siede non sta ritto;
chi va storto non va dritto;
e chi non parte, in verità,
in nessun posto arriverà
Il partito del non voto è cresciuto, con andamento inversamente proporzionale al livello democratico nel governo del nostro paese, di votazione in votazione.
Sono anni che il presidente ed i suoi tirapiedi insistono nel raccontarci che la maggioranza degli italiani ha votato per loro, decretando la loro “sovranità”.
Ebbene, questo, semplicemente, non è vero: il 60% dei votanti non è affatto il 60% degli italiani; è una maggioranza si, ma decisamente relativa.
Si potrebbe credere che il partito del non voto sia una potenza, che un’astensione forte faccia riflettere riguardo al dissenso e alla frattura fra politica e cittadini… ma è illusorio pensarlo.
Possiamo fare mille esempi di quanto peso (non) abbia il parere dei cittadini: il referendum sul nucleare, il ponte sullo stretto, la raccolta firme per un parlamento pulito, il finanziamento pubblico ai partiti (ora si chiama, ad esempio, rimborso elettorale: sono 5 euro per ogni iscritto alle liste elettorali, votante o meno; moltiplicate quindi per circa 50 milioni…).
Anche stavolta, che i non votanti risultino il 10 o il 60%, non farebbe ne caldo ne freddo ai signori che si sono arroccati al potere: magari potrebbero giusto pronunciare due parole di circostanza sul tema.
Si possono capire i motivi di chi ha scelto di non votare, il disgusto, la disillusione, il non riuscire ad individuare una valida e credibile alternativa; ma non votare è un’arma di protesta assolutamente spuntata ed inefficace, e lascia l’amaro in bocca.
Il Partito del non voto NON ESISTE; l’intento di protesta viene mistificato in silenzio assenso.
Lamentarsi, indignarsi, non basta, dobbiamo uscire da queste sabbie mobili
L’alternativa, grazie all’impegno volontario di tanti, abbiamo iniziato a costruirla, e si chiama MoVimento 5 Stelle: è Protesta, Proposta e Rete di partecipazione.
E' una rivoluzione che vuole riportare l’impegno politico e civico ad essere un “servizio”, non un “potere”, e sta chiamando tutti voi, iscritti o simpatizzanti del partito rassegnato dei non votanti. Venite a vedere, fatevi un’idea… e passate parola.
Davide Scala - Brescia