Paderno mafiosa: indignazione o rabbia?
Scritto da Silvana Carcano
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24 Luglio 2010
L’operazione contro la ‘ndrangheta di queste settimane sfociata con la video-ripresa dell’elezione del boss de “La Lombardia”, Pino Neri, avvenuta nel Centro di aggregazione Falcone-Borsellino, nel mio Comune, vicino a casa mia, suscita in me differenti sentimenti, anche opposti tra di loro. Il primo è di grande soddisfazione e riconoscimento per il lavoro dei veri “eroi” italiani, magistrati e forze dell’ordine non corrotti, che ogni giorno rischiano la loro vita per difendere questo nostro sgangherato Paese. Poi emerge e prevale il sentimento della rabbia per l’ipocrita sorpresa e le dichiarazioni della classe politica che dice “io non sapevo”, “quello proprio non lo conoscevo”, “tutto ciò qui è incredibile”, e la nausea per tutti quei cittadini che si svegliano inorriditi e increduli per quello che sta succedendo a Paderno Dugnano. Il nostro Comune è solo salito agli onori della cronaca per quest’ultimo summit mafioso, ma da anni il loro lavorio era continuo e imperterrito; la Lombardia, grazie anche all’Expo 2015, è diventata la base strategica degli affari criminali, la scena era a noi rubata da comuni limitrofi come Desio, Limbiate, Varedo, o da altri a sud di Milano. La criminalità organizzata si sapeva operare già in tutta la Lombardia da anni. Solo per fare degli esempi, non ho sentito nessun grido di protesta quando Ponzoni operava già in maniera illecita a Desio, nessuno si è indignato quando a Buccinasco le famiglie Papalia e Barbaro commettevano ogni abuso edilizio grazie a frequentazioni compromettenti, nessuno si è preoccupato di dare un significato all’accoltellamento a Besnate del capo ufficio tecnico del Comune, o dell’incendio dell’autovettura di un dirigente comunale a Lonate Pozzolo. Le infiltrazioni mafiose per il controllo dell’Expo 2015 sono sempre state raccontate e denunciate da giornalisti seri eppure ricordo bene, a titolo di esempio, ad un confronto politico in vista delle regionali 2010, come risposero, diversamente da me, Arianna Cavicchioli (PD, ex Sindaco di Rho) e Francesco Pappalardo (UDC): l’Expo 2015, una grande occasione da dover sfruttare! Per noi invece l’Expo 2015 assume un solo significato: una grande occasione per la ‘ndrangheta che non vuole rimanere fuori dagli appalti dell’Expo e per questo infittisce gli incontri e i rapporti con imprenditori e politici.