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Programma Regione Lombardia

• Primarie dei cittadini 2.0  - beppegrillo.it



Economia
programma in discussione:  Regione Lombardia

Aggiornato al 6 Marzo 2010

  • Siamo per un'economia etica, che recepisca pienamente i principi di legalità, funzione sociale e libertà di iniziativa economica, e per la rimozione degli ostacoli al pieno sviluppo della parità di espressione sociale.

  • Crediamo che ogni lavoratore abbia il diritto ad uno stipendio che assicuri a sé e alla propria famiglia una vita libera e dignitosa, in condizioni di benessere morale e materiale.

  • Siamo per uno stop alle operazioni economiche e finanziarie, quali trasferimenti di comparti produttivi all'estero ed emissione di titoli "spazzatura", intenzionalmente mirate a conseguire vantaggi ingiusti a discapito del buon andamento del mercato e a danno dei lavoratori e dei risparmiatori.

  • Siamo contro le delocalizzazioni delle produzioni, specialmente all'estero, anche per tutelare le popolazioni locali dallo sfruttamento; per disencentivare queste operazioni chiediamo che le imprese che decidessero o abbiano già deciso la delocalizzazione debbano restituire gli eventuali incentivi pubblici ricevuti, e risarcire congruamente tutti i lavoratori che per questo motivo perdono, hanno perso o perderanno il lavoro.

  • Siamo contro lo sfruttamento dei lavoratori dipendenti con l'imposizione di orari, ritmi e condizioni lavorative al di fuori della legge e dei contratti di lavoro.

  • Siamo per la tutela piena dei diritti dei lavoratori, della salute, della sicurezza e della dignità sul lavoro, per uno stipendio che consenta un'esistenza libera e dignitosa, per una selezione e progressione a seconda del merito e delle competenze, per la valorizzazione di conoscenze e professionalità acquisite, sia in ambito pubblico che privato, per l'elevazione personale e professionale, anche garantendo programmi di formazione continua da parte di scuole e università, e per la diretta partecipazione dei lavoratori nella gestione dei processi economici decisionali.

  • Faremo il possibile affinché sia più ferma la garanzia che i beni comuni: acqua, energia elettrica, gas, reti di comunicazione, trasporto collettivo siano pubblici, universalmente accessibili e al riparo dalla speculazione economica e finanziaria.

  • Siamo per la produzione e la distribuzione il più possibile a km 0.

  • Siamo per ancorare la valutazione della ricchezza di un paese o di una regione a parametri che tengano conto del vero benessere, materiale e personale degli individui e della popolazione nel suo insieme.

  • Siamo per una rigorosa verifica della condotta etica delle realtà economiche che si vogliano sostenere, nonché dei soggetti a cui si appaltano i servizi pubblici, in un'ottica di pieno ritorno dell'investimento nei confronti della comunità, e per la piena attuazione della funzione sociale dell'economia.

  • Siamo favorevoli ad un ampliamento della normativa sulla responsabilità degli enti, responsabilità derivante da illecito penale commesso da un appartenente all'ente nel principale interesse dell'ente, per comprendere anche i reati ambientali e tributari e quelli contro la dignità del lavoratore, siamo anche favorevoli ad una più severa applicazione di questa normativa (D.Lgs. 231/01 e seguenti) e all'aumento delle relative sanzioni.

  • Promuoviamo, anche nelle realtà pubbliche, l'attuazione di modelli di governance, utili, oltre che alla prevenzione delle condotte illecite, mobbing compreso, ad una più funzionale e condivisa organizzazione aziendale.

  • Siamo per favorire l'istituto sociale delle banche del tempo, per il libero scambio di servizi, anche domestici, tra cittadini.

  • Siamo per la creazione di opportunità lavorative, anche attraverso il potenziamento dei servizi, per contrastare la crescente disoccupazione e migliorare la qualità della vita, nello spirito della funzione sociale dell'iniziativa economica."

    Attività produttive

  • Garantire la migliore ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all'innovazione per i settori produttivi.
  • Introduzione di nuove tecnologie per consentire al cittadino l’accesso alle informazioni e ai servizi senza bisogno di intermediari e nel pieno rispetto della tutela della privacy nel trattamento dei dati personali.
  • Chiediamo che il progetto per EXPO 2015 sia bloccato e riconsiderato, con l'adozione di un progetto che riduca gli investimenti e la cementificazione del territorio e punti piuttosto all'utilizzo delle tecnologie informatiche per la realizzazione di una EXPO virtuale, accessibile da Internet in tutto il Mondo. Chiediamo contestualmente la riduzione dei compensi per i manager e i direttori del progetto.
  • Favorire le produzioni locali attraverso il sostegno ai piccoli GAS (Gruppi di Acquisto Solidale) per i prodotti regionali e locali, eticamente orientati.
    Acquistando prodotti provenienti da filiere corte si riducono i passaggi di intermediazione, premiando il reddito di chi produce e non di chi specula, si riduce lo spreco di energia e l'inquinamento prodotti dal trasporto, si conosce e si sostiene direttamente i piccoli produttori rispettosi dell'uomo, degli animali e dell'ambiente, piuttosto che le multinazionali dell'industria alimentare. In questo modo si contribuisce ad alimentare un’economia a servizio delle persone piuttosto che un sistema in cui le persone sono ridotte a strumenti dell’economia.
  • Favorire le produzioni locali con l'apertura di piccole attività commerciali nei piccoli centri in collegamento con le produzioni locali, per le popolazioni residenti e per raggiungere gli obiettivi della distribuzione a chilometri zero.
  • Nei bandi pubblici di fornitura degli alimenti, introdurremo tra i criteri discriminanti di scelta il fattore "km0" e la reale provenienza biologica.
  • Siamo per la riduzione degli imballaggi, per l'abbandono di quelli inquinanti (es. borsine di plastica) del triplo imballaggio e per la diffusione del metodo distributivo "alla spina": mi porto il contenitore da casa e lo riempio di quanto e di quel che desidero: detersivo, dentifricio, bevande o alimenti, il tutto nel più rigoroso ed elevato rispetto delle esigenze e delle normative in materia di igiene e sicurezza dei prodotti, in particolare alimentari e sanitari.
  • Siamo per la produzione di qualità disponibile per tutte le fasce di acquisto, prodotti durevoli, disponibilità delle parti di ricambio, possibilità di riparare piuttosto che buttare per intero.
  • Sostenere l'intero settore del non profit.
  • Disincentivi alle aziende che generano un danno sociale, in particolar modo di tipo ambientale, compresi i centri commerciali, la cui eccessiva presenza, a volte anche non sostenibile dal punto di vista viario, dipende principalmente dalla scarsa qualità dei prodotti offerti e dai noti interessi legati alla cementificazione; in quest'ottica siamo sfavorevoli all'apertura di nuovi centri commerciali, grandi magazzini o superstore.
  • Favorire la riconversione industriale che miri alla produzione ecosostenibile e di beni qualitativamente elevati per tutti, con caratteristiche di funzionalità, sicurezza e durevolezza certificate secondo i più elevati standard internazionali.
  • Favorire il turismo sostenibile anche attraverso il recupero del paesaggio rurale lombardo (cascine, fontanili, rogge e corsi d'acqua) con l'implementazione di percorsi ciclabili nelle zone rurali e valorizzando quei progetti che ne comprendono anche la formazione di base per le scolaresche italiane e straniere, coinvolgendo nel progetto le aziende agricole che praticano l'ecosostenibilità.



Telelavoro

  • Proponiamo l'adozione di iniziative per la diffusione del telelavoro per quelle attività che non necessitano della presenza fisica della persona in azienda e che quindi possono essere svolte anche da casa, soprattutto mansioni di amministrazione, lavori di ufficio o rappresentanza.
    Molti dei disagi dei lavoratori dipendono dallo spostamento per recarsi sul luogo di lavoro (tempo perso nel traffico, minor tempo a disposizione per la propria casa e la propria famiglia). Tale spostamento ha un costo sociale altissimo, dovuto al traffico, con conseguente aumento dell'inquinamento. Inoltre, lo spostamento ha un costo economico sia per i lavoratori che per le strutture di trasporto pubblico che devono attingere alle risorse pubbliche. Inoltre, la presenza negli uffici di lavoratori che potrebbero svolgere la stessa attività a casa o in un punto di telelavoro, costringe molte imprese ad avere luoghi di lavoro più grandi del necessario con conseguenti costi per l'affitto o l'acquisto, l'allestimento e la manutenzione.


Per incentivare il telelavoro proponiamo che la Regione:

  • Crei o favorisca la realizzazione dei punti PUBBLICI di telelavoro.
  • Incentivi le aziende con progetti/fondi per favorire l'abbandono graduale almeno degli uffici di rappresentanza.
  • Incentivi l'acquisto dei PC per l'accesso alla rete di tutti i cittadini
  • Realizzi campagne di informazione sulla possibilità di passare al telelavoro, sia nei riguardi delle aziende che verso i lavoratori.
  • Elabori un piano per la progressiva adozione del telelavoro, dove possibile, per le mansioni regionali.
  • Realizzi un programma di investimento per tutte le aziende controllate o partecipate dalla regione per l'introduzione del telelavoro.
  • Elabori uno specifico programma incentivante per l'adozione del telelavoro a favore di mamme con bambini di età prescolare e fino alle scuole primarie, sia per gli enti pubblici che per le aziende private.




Primarie dei cittadini 2.0  - beppegrillo.it

  • introduzione della class action
  • abolizione delle scatole cinesi in Borsa
  • abolizione di cariche multiple da parte di consiglieri di amministrazione nei consigli di società quotate
  • introduzione di strutture di reale rappresentanza dei piccoli azionisti nelle società quotate
  • abolizione della legge Biagi
  • impedire lo smantellamento delle industrie alimentari e manifatturiere con un prevalente mercato interno
  • vietare gli incroci azionari tra sistema bancario e sistema industriale
  • introdurre la responsabilità degli istituti finanziari sui prodotti proposti con una compartecipazione alle eventuali perdite
  • impedire ai consiglieri di amministrazione di ricoprire alcuna altra carica nella stessa società se questa si è resa responsabile di gravi reati
  • impedire l’acquisto prevalente a debito di una società (es. Telecom Italia)
  • introduzione di un tetto per gli stipendi del management delle aziende quotate in Borsa e delle aziende con partecipazione rilevante o maggioritaria dello Stato
  • abolizione delle stock option
  • abolizione dei monopoli di fatto, in particolare Telecom Italia, Autostrade, ENI, ENEL, Mediaset, Ferrovie dello Stato
  • allineamento delle tariffe di energia, connettività, telefonia, elettricità, trasporti agli altri Paesi europei
  • riduzione del debito pubblico con forti interventi sui costi dello Stato con il taglio degli sprechi e con l’introduzione di nuove tecnologie per consentire al cittadino l’accesso alle informazioni e ai servizi senza bisogno di intermediari
  • vietare la nomina di persone condannate in via definitiva (es. Scaroni all’Eni) come amministratori in aziende aventi come azionista lo Stato o quotate in Borsa
  • favorire le produzioni locali
  • sostenere le società no profit
  • sussidio di disoccupazione garantito
  • disincentivi alle aziende che generano un danno sociale (es.distributori di acqua in bottiglia).

Commenti  

 
0 #5 pavel_75 2010-05-03 13:10
Vogliamo evitare che tutte le PMI falliscano soffocate dai lunghissimi termini di pagamento imposti dalle grandi aziende come FIAT e DANIELI o dalle Pubbliche Amministrazioni ?
Semplicissimo, basta fare come hanno fatto in Francia e in tanti altri Paesi seri:


FRANCIA: TERMINI DI PAGAMENTI
Con l ’approvazione della legge 776 del 2008 definita anche “legge per la modernizzazione dell’economia”, il legislatore francese ha introdotto nel codice commerciale francese:
1. tetti massimi ai termini di pagamento
2. un aumento dell’importo minimo delle penali per pagamento tardivo
I nuovi termini di pagamento e gli importi delle penali per ritardato pagamento sono applicabili ai contratti conclusi a partire dal 1° gennaio 2009.
In assenza di accordo tra le parti o di condizioni generali di vendita sul termine di pagamento, quest’ultimo è fissato in 30 giorni dalla data di ricevimento della merce o di realizzazione della prestazione convenuta.
In ogni caso il tetto massimo convenuto tra la parti non potrà superare i 45 giorni “fine del mese” o 60 giorni dalla data d’emissione della fattura.
Nelle condizioni generali di vendita oppure nella fattura del fornitore devono essere precisate le condizioni di applicazione e il tasso di interesse delle penali di ritardo, che saranno esigibili, in caso di ritardato pagamento, il giorno seguente la data di pagamento indicata sulla fattura.
Il tasso minimo è stato innalzato all ’11,37%.
Il non rispetto di tale legge può portare ad ammende e sanzioni civili.
Di seguito il link al sito: http://www.modernisationeconomie.fr
 
 
+2 #4 Paolo69 2010-02-12 03:27
Qui però è stato posto un problema fondamentale: la scarsità di risorse.
E' importante perchè ad esempio è stato calcolato che la pianura padana ovvero la zona agricola più estesa d'Italia è autosufficiente solo per il 95% (!!!)
Il programma Gabri, che noi abbiamo suddiviso per settori, non è affatto disarticolato, infatti ad esempio lo "stop al consumo di territorio" non è finalizzato solo a scopi ambientalistici , ma anche a bloccare il consumo di suolo necessario per la coltivazione di risorse.
Un altro elemento importante da considerare sono gli allevamenti bovini la cui crecita consuma troppi cereali che potrebbero essere destinati all'alimentazione umana. Un bovino nella sua vita consuma più o meno il triplo di un essere umano.
Ma il problema delle risorse è proprio dovuto a come è strutturata la nostra economia che è basata sullo sfruttamento delle stesse risorse a favore di pochi. Gabri, se leggi con attenzione il programma noterai che va nella direzione opposta, dove la ricchezza è distribuita e le risorse sfruttate al minimo indispensabile per l'autosufficienza autoctona della popolazione. Chiaro che questa trasformazione debba avvenire gradualmente, ma l'importante è che si inizi ad invertire la tendenza.
Ciò che viene proposto in altri paesi da persone che girano il mondo (tipo Vandana Shiva) è seguito da noi con molto interesse ed è bello poter constatare l'unione di intenti e di idee.
In quanto a professionisti e persone che se ne intendono, ne abbiamo molti di più noi nei nostri MeetUp che tutti i partiti politici nazionali.
 
 
+2 #3 andreaportunato 2010-02-06 15:50
Non possiamo proporre un piano economico nazionale perché esula dalle possibilità del MoVimento e nello specifico dal tema del governo della regione, però cerchiamo degli aggiustamenti per migliorare la situazione. Le idee che abbiamo scritto nel programma, senza scomodare esperti e scienziati dell'economia (visto i risultati dell'economia mondiale) vengono soprattutto dal buon senso e sono proposte attuabili con effetti immediati sulla vita delle persone.
 
 
+3 #2 gabri2001 2010-01-31 15:26
Ascoltando la televisione sono sempre più indignato, è necessario un cambiamento.Riflettendo credo che questo paese abbia bisogno di professionisti della politica non di dilettanti .purtroppo ho l'impressione che non sia così nel nostro parlamento.
C'è bisgno di proposte costruttive e articolate che guardino ai problemi da un punto di vista scentifico.
mi piacerebbe per esempio vedere su questo sito per quel che riguarda l'economia del nostro paese ad esempio, un piano di azione che tenendo conto della limitazione delle risorse,svilupp i delle possibili soluzioni.Le idee del programma sono interessanti, ma almeno viste così sembrano disarticolate ,vorrei vedere su questo sito per i punti pricipali del programma,dei piani articolati che spieghino come si pensa di raggiungere i vari risultati considerando le risorse limitate del paese. contestare le idee non basta ,siam capaci tutti, è necessario proporre piani alternativi ben sviluppati,maga ri confrontandosi con modelli applicati in altri paesi. concludendo come cittadino e possibile elettore vorrei vedere uno sviluppo più articolato delle vostre idee sui vari temi che tenga conto dei limiti delle risorse.
gabriele
 
 
+3 #1 Minconetti 2010-01-07 21:55
Nel settore economico mi permetto di proporre anche l'incentivazione alle pratiche di Social Lending. Io per esempio sono iscritto a Zopa.it, il principale sito di peer-to-peer lending in Italia, che permette a comuni cittadini di renumerare i propri risparmi ad un tasso maggiore ripsetto a quello offerto dai normali conti correnti, e di far ottenere agli stessi prestiti a tassi TAEG inferiori alla media del mercato.
 

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